Novità Riforme Economiche Giappone 2018

Lo scorso 19 settembre il governatore della Boj, Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha tenuto una conferenza stampa al termine della seduta del consiglio direttivo, durante la quale sono stati confermati i tassi di riferimento e le direttive di politica monetaria.

In particolare è stata confermata la previsione di voler proseguire con una crescita moderata dell’economia, tenendo in considerazione le crescenti tensioni sul commercio internazionale.

La decisione sui tassi

Sette dei nove membri del consiglio direttivo della Boj hanno votato a favore del mantenimento del costo del denaro a breve termine a meno 0,1% e quello per il lungo termine attorno allo 0%. L’istituto centrale nipponico ha anche confermato l’impegno preso a luglio di voler comprimere i tassi d’interesse a lungo termine e l’obiettivo di un tasso d’inflazione di circa il 2%. A tal proposito è interessante sottolineare che al momento il tasso d’inflazione giapponese è pari allo 0,8%.

Le parole del governatore Hahuiko Kuroda

Nel corso della conferenza stampa, il governatore Haruiko Kuroda ha voluto manifestare la sua posizione contro le politiche protezionistiche. A tal proposito ha affermato: “Il sistema del commercio multilaterale è complesso. È necessario guardare non soltanto all’Accordo nordamericano per il libero scambio (Nafta) o al commercio tra Stati Uniti e Cina, ma agli effetti sull’intera economia mondiale”.

In particolare il governatore ha espresso la sua preoccupazione conseguente ai recenti crolli delle valute di mercati emergenti come la Turchia. Allo stesso tempo, però, Kuroda ha sottolineato come al momento le tensioni sul commercio globale non abbiano ancora arrecato gravi danni.

Ha poi proseguito citando il Fondo Monetario Internazionale, in base al quale si prevede una crescita dell’economia mondiale, entro l’anno prossimo, pari al 3,9%. Kuroda ha manifestato il suo ottimismo anche in merito ai futuri sviluppi dell’economia giapponese, nonostante la necessità di dover far fronte a disastri recenti come il terremoto dell’Hokkaido.

Conclusioni

Per comprendere appieno il motivo di queste decisioni, è bene ricordare che nel corso del mese di agosto le 32 branche della Banca del Giappone hanno svolto un sondaggio d’emergenza delle compagnia di ogni singolo distretto del Paese al fine di avere un quadro di quello che potrebbe l’impatto sull’economia locale della guerra commerciale tra USA e Cina. Quanto successo in seguito alla crisi finanziaria del 2008, che ha visto l’attuazione di politiche ultra espansive delle banche centrali, aumenta infatti la consapevolezza della Boj della vulnerabilità del proprio Paese di fronte a possibili battute d’arresto del commercio internazionale. Il  collasso di Lehman Brothers, di quasi 10 anni fa, infatti, finì per comportare la depressione della produzione industriale giapponese più di quella di ogni altra economia avanzata.

Secondo il quotidiano economico “Nikkei”, inoltre, la Boj, che fino a questo momento si era concentrata sul rilancio dell’inflazione domestica come principale criterio per la moderazione del quantitative easing, nelle scorse settimane ha deciso di rivedere le proprie priorità, ponendo al centro la protezione dell’economia domestica. A favorire questo nuovo orientamento strategico sembra abbia contribuito il recente crollo della lira turca. A questo punto non resta che attendere i futuri sviluppi, sapendo che seppur  il protezionismo non abbia ancora avuto effetti sul commercio internazionale, potrebbe finire per produrre un impatto negativo sulla filiera di fornitura globale e quindi sull’economia mondiale.

 

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